Quando serve... serve e quando serve occorre
I verbi "servire" e "occorrere" sembrano sinonimi, ma le loro storie e le loro sfumature raccontano molto di piùAlcuni li usano come sinonimi e, in effetti, in numerosi contesti lo sono davvero. Se...
View ArticleOttobre prepara il pane e il vino
«Ottobre è il mese che prepara il pane e il vino»: dietro questo antico proverbio contadino si nasconde una piccola lezione di lingua, di storia e di civiltà rurale.A prima vista l'espressione può...
View ArticleMantenere o conservare?
Conservare non è sempre mantenereNella lingua comune i verbi 'conservare' e 'mantenere' vengono spesso adoperati come sinonimi. In molti contesti, in effetti, la differenza sembra minima: si può...
View Article“Voi amaste”: passato remoto o congiuntivo imperfetto?
La lingua italiana, il nostro meraviglioso idioma, custodisce numerose curiosità grammaticali che passano quasi inosservate agli orecchi dei parlanti. Una delle più singolari riguarda la seconda...
View ArticleNon impicciarti!
Sette secoli di storia di un verbo passato dall'ostacolare all'ingerirsi negli affari altrui «Non impicciarti degli affari altrui!». Chi non ha mai sentito questa raccomandazione? Oggi il verbo...
View ArticlePalio e pallio: parole simili ma lontane
Fra le numerose coppie di parole che l'italiano custodisce, poche sono insidiose quanto palio e pallio. A distinguerle è una sola consonante, ma il loro significato e il loro uso sono completamente...
View ArticleQuando gli avverbi si mettono in giacca e cravatta
Che cosa hanno in comune parole come perché, oggi, domani, prima, dopo, bene, dentro e fuori? A prima vista sembrerebbe ben poco, anzi nulla. Eppure tutte, in determinate circostanze, possono compiere...
View ArticleLa premura che corre e quella che accudisce
Se diciamo che qualcuno si è comportato con grande premura, tutti pensano a una persona attenta, gentile e sollecita. Se invece diciamo che abbiamo premura di partire, il significato cambia...
View Article«Premurante»: una proposta italiana per sostituire 'caregiver'
Negli ultimi anni l'anglicismo caregiver* si è diffuso sempre più nella lingua italiana. Si legge nei giornali, nei documenti amministrativi, nei testi legislativi e nel linguaggio delle associazioni...
View ArticleDiscutere: quando le idee si scuotono
Quando diciamo che due persone discutono, il pensiero corre spesso a un battibecco, a uno scontro verbale o, nei casi peggiori, a una lite. Eppure l'etimologia della parola discutere racconta una...
View ArticleVoluminoso fuori, vuoto dentro: perché diciamo "pallonaro"
L'esplorazione del lessico italiano rivela spesso come parole di uso quotidiano o colloquiale nascondano radici espressive affascinanti e stratificate. Tra queste, il lessema pallonaro rappresenta uno...
View ArticleDimagrire o dimagrare? Due verbi, una sola magrezza
Chi desidera perdere qualche chilo può dimagrire oppure dimagrare. Dal punto di vista del risultato non cambia nulla, perché entrambi i verbi significano «diventare magro», ma dal punto di vista...
View ArticleIl passo e la parola
Quando si balla e quando si danzaCi sono parole che, a prima vista, sembrano perfettamente sovrapponibili e che nell’uso quotidiano vengono adoperate come se fossero l’una il semplice doppione...
View ArticleAllocare e alloggiare: parole vicine, storie diverse
Ci sono parole che sembrano parenti strette e che invece, a un esame più attento, si rivelano semplicemente buone vicine di casa. Allocare e alloggiare appartengono a questa categoria. Oggi si...
View ArticleInfluenzatore: una parola italiana per dire ciò che già diciamo
Da qualche anno la grafia inglese influencerè entrata con prepotenza nel lessico quotidiano italiano. Si incontra nei giornali, nelle pubblicità, nelle piattaforme digitali e perfino in articoli...
View ArticleAcquartierare: un mistero (eleusino) ortografico
Non capiamo per quale motivo il sintagma verbale “acquartierare” si deva (sic!) scrivere con il gruppo consonantico “cq” quando non ha nulla (a) che fare con l’acqua. Il verbo in oggetto, un...
View ArticleLa doppia vita di un verbo: tra l’officina e la collera
Storia di parole che si incrociano: il gesto tecnico del cazzare e la metafora dell’incazzaturaDopo arrapare, vediamo un altro verbo ritenuto volgare, o quantomeno fortemente colorato, la cui storia...
View ArticleIl fango e... la fanga
Nella vita "segreta" delle parole italiane, il passaggio dal maschile al femminile non è mai un semplice cambio di desinenza: è una metamorfosi. Quando la lingua decide di femminilizzare un...
View ArticleQuando una parola arrossisce più di noi
Arrapare: il fremito innocente che la lingua ha travestito da malizia“Arrapare”è uno di quei termini che sembrano nascere già con un’ombra addosso: un suono che graffia, un’aria di malizia spontanea,...
View ArticleSgroi – 228 - Il linguista tra descrittivismo e prescrittivismo neo-purista
di Salvatore Claudio Sgroi1. Il post di Fabio MarriUn caro amico e collega, Fabio Marri (Università di Bologna), con riferimento al mio intervento 227 - Sul perché della pronuncia sdrucciola...
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